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PROPEDEUTICA ALL’ANALISI DEL RISCHIO

e-book

“Propedeutica all’analisi del rischio” – Edisef Edizioni

 In Paradiso San Tommaso dice a Dante: “Vie più che ‘ndarno da riva si parte, perché non torna tal qual e’ si move, chi pesca per lo ver e non ha l’arte”.

Parafrasando: “Chi inizia un viaggio alla ricerca della verità senza averne la capacità di raggiungerla, questo riuscirà più dannoso che inutile perché egli tornerà non solo ignorante, com’era partito, ma anche carico di errori”.

Nulla di più vero. Affermare: “Domani iniziamo l’analisi del rischio per mettere in sicurezza l’intera azienda” è un’asserzione – stando all’autore – a metà strada tra la guasconata e la minchioneria che contiene in così breve spazio ben due errori. Il primo: non si riuscirà mai (nel mondo reale e ragionando secondo logica) a mettere in sicurezza l’intera azienda, ma più verosimilmente segmenti di essa. Il secondo: non si inizia d’emblée a fare l’analisi del rischio perché così vuole “Qualcuno” alzatosi dal letto dopo una tormentata notte insonne.

Occorre, dunque, un’attività preliminare (propedeutica, di qui il titolo) a un così grande e grave impegno. L’opera scioglie i due nodi di cui sopra procedendo con il seguente ordine: prima si individua all’interno dell’azienda i suoi punti deboli e poi si identifica, in maniera quanto più organica e razionale, quei segmenti su cui effettuare in un secondo momento l’analisi del rischio.

Il presupposto, comunque, su cui comodamente siedono queste pagine è che alla fine dei lavori vi sia disponibilità di budget e di risorse per affrontare ciò che dovrebbe seguire: l’analisi del rischio, per l’appunto. Altrimenti – sostiene umoristicamente l’autore – dobbiamo sperare di trovarci come Alberto Sordi davanti al rancio ne “La Grande Guerra” ed esclamare allargando le braccia per impedire ai commilitoni di passare avanti: “Boni boni, ecco. Come stamo, stamo bene! Nu’ spignete!”.

NOTIZIE SULL’AUTORE

Cristhian Re (1974), laurea in Scienze Politiche e in Lettere, Master of Arts in Intelligence and Security, ufficiale dei carabinieri in congedo, opera da oltre un decennio nell’ambito della sicurezza. La sua esperienza spazia dal settore manifatturiero ad alta tecnologia a quello energetico. Nel 2011 ha pubblicato il libro “La misura della sicurezza” (Bit Book Edizioni).

http://www.informationsecuritynews.it/propedeutica-allanalisi-del-rischio.libro

 

 

 

 

 

La misura della sicurezza

ABSTRACT

“La misura della sicurezza” – Edizioni Bit.Book

L’interrogativo da cui muove il libro è se sia possibile misurare la sicurezza aziendale. Un interrogativo che oltre ad aver occupato la mente dell’autore per circa un decennio ha originato una convinzione, cioè che la valutazione della sicurezza rappresenti un momento successivo rispetto alla misurazione. Prassi diffusa, invece, è quella di procedere a valutazioni – talvolta frutto di complesse analisi anche attraverso l’utilizzo di sofisticati strumenti informatici – senza tuttavia fornire elementi “parametrabili” e tangibili.

La rivoluzione condotta nelle sole 150 pagine del volumetto consiste proprio in questo: rovesciare l’impostazione concettuale corrente. Si propongono, quindi, sistemi e soluzioni che privilegiano il momento quantitativo a quello qualitativo, il numero al giudizio, il concreto all’astratto. Vasto il ricorso a esempi, tavole, grafici, algoritmi e diagrammi per conferire dignità scientifica alla materia e alle argomentazioni addotte. Una sezione, inoltre, è interamente dedicata agli innumerevoli vantaggi che si possono trarre, in particolare quelli di natura economica.

Pur traendo ispirazione dai principi cari alla strategia militare, l’approccio di analisi e il modello metodologico descritti risultano originali e inediti al punto che l’applicazione in ambito industriale ha valso all’autore alcuni premi innovazione e una domanda di brevetto.

Ciò che alla fine emerge dalla trattazione è un sistema, caratterizzato da un articolato gioco di pesi e contrappesi, capace di individuare perimetri di intervento su cui effettuare l’analisi del rischio, elaborare indici di copertura, suggerire le opportune azioni correttive e fare delle previsioni attendibili in un orizzonte temporale di breve-medio periodo.

 NOTIZIE SULL’AUTORE

Cristhian Re (1974), laurea in Scienze Politiche e in Lettere, Master of Arts in Intelligence and Security, ufficiale dei carabinieri in congedo, ha operato per circa un decennio nel settore della sicurezza di Finmeccanica. Dal 2012 è responsabile della Security in Edipower. È autore di diversi articoli su riviste di settore e di un web book “Propedeutica all’analisi del rischio”, edito da Edisef nel 2012.”

http://www.lulu.com/it/it/shop/cristhian-re/la-misura-della-sicurezza/paperback/product-16298214.html

Controllo accessi

Il verificarsi di eventi  terroristici e criminosi a livello internazionale ha enfatizzato il ruolo della sicurezza e rafforzato il problema del controllo degli accessi in molte strutture pubbliche e private.
Il controllo degli accessi consiste nel limitare l’utilizzo di sedi operative in base ai diritti posseduti dagli utenti.
Tramite il controllo degli accessi è possibile definire l’autorizzazione o meno all’accesso nei locali e impostare fasce orarie di abilitazione attraverso l’uso di badge. Il sistema consente anche di registrare e mantenere uno storico di tutti gli accessi e anche dei tentativi di accesso.
La definizione e la modifica dei parametri di accesso viene facilmente realizzata attraverso la programmazione dei badge.

Vantaggi e benefici dell’adozione di un buon controllo accessi:

  • Protezione degli asset fisici;
  • Contrastare i tentativi di furto e di frode;
  • Maggiore efficienza nella gestione della sicurezza fisica;
  • Mitigazione del rischio di accesso non autorizzato;

Alcuni sistemi di controllo degli accessi sono:

  • Badge ottici;
  • Badge di prossimità;
  • Badge magnetici;

Recentemente sono stati sviluppati altri sistemi di riconoscimento di tipo biometrico che si basano:

  • sulla lettura dell’iride o della retina;
  • sull’impronta digitale;
  • sulla geometria del volto e della mano.

Videosorveglianza

Nell’ambito della sicurezza fisica riveste particolare interesse il sistema di vigilanza tramite Videosorveglianza, che consiste nel vigilare, generalmente un luogo o un bene, a distanza, tramite l’utilizzo di telecamere strategicamente posizionate.
Un buon sistema di Videosorveglianza non può prescindere da un accurata attività di progettazione, infatti si deve tener conto di una serie di variabili, fra le quali, irequisiti di sicurezza richiesti, il tipo di tecnologia nella trasmissione delle immagini (via cavo e/o wireless) e il tipo di software di supervisione e registrazione (centrale operativa).

Vantaggi
I punti forza nell’utilizzo di un sistema di Videosorveglianza possono essere sintetizzati di seguito:

  • Prevenire probabili situazioni di illeciti;
  • Ottimizzare i costi di gestione della sicurezza;
  • Sorvegliare aree critiche di non facile accesso da remoto;
  • Effetto deterrente;
  • Raccolta di prove documentali mediante registrazione.

Disposizioni di legge
In ambito nazionale si si fa riferimento alla Legge 196 del 30 giugno 2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”


Inoltre il Garante per la Protezione dei Dati con il provvedimento del 29 aprile 2004ha indicato principi e illustrato le prescrizioni generali relative a tutti i sistemi di videosorveglianza.

Di seguito, si riportano alcuni punti:
.. Il trattamento dei dati attraverso sistemi di videosorveglianza è possibile solo se è fondato su uno dei presupposti di liceità che il Codice prevede espressamente per gli organi pubblici da un lato (svolgimento di funzioni istituzionali….
………… La videosorveglianza deve avvenire nel rispetto, oltre che della disciplina in materia di protezione dei dati, di quanto prescritto da altre disposizioni di legge da osservare in caso di installazione di apparecchi audiovisivi……
…………Il titolare del trattamento, prima di installare un impianto di videosorveglianza, deve valutare, obiettivamente e con un approccio selettivo, se l’utilizzazione ipotizzata sia in concreto realmente proporzionata agli scopi prefissi e legittimamente perseguibili……….

Sistema antincendio

All’interno della sicurezza fisica ed allo scopo di proteggere gli asset materiali aziendali, riveste particolare interesse il controllo dei rischi ambientali, fra i quali deve essere preso in considerazione quello relativo a disastri a seguito di incendi.

E’ dovere quindi di un security manager provvedere alla progettazione e messa in opera di un efficiente sistema antincendio. Naturalmente, in conformità con le vigenti norme nazionali, i sistemi antincendio oltre a proteggere gli asset aziendali sono progettati per preservare la vita delle persone umane.

Di seguito si riportano alcuni requisiti di cui un sistema antincendio deve essere dotato:

  • attivazione in modo automatico successivamente alla rilevazione di temperature elevate tipicamente provocate dal fuoco;
  • l’efficienza di funzionamento nel tempo (che può essere garantita mediante un adeguato programma di manutenzione e testing);
  • la conformità alle norme nazionali applicabili.

Di seguito vengono riportati alcuni sistemi antincendio:

  • impianto idrico antincendio a idranti;
  • rivelatori di fumi;
  • evacuazione fumi e calore;
  • estintori portatili e carrellati.